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Smartphone: servono 13 tonnellate di acqua per farli, emergenza ambiente

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di Simone Rausi

Nell’entroterra siciliano non esce acqua dai tubi, i campi delle colline sarde sono aridi. Se ci spostiamo sul piano internazionale, poi, ci ritroviamo con villaggi interi in cui manca anche l’acqua da bere. È una parentesi populista, certo, ma è anche la premessa ideale per farti sapere che nella tua tasca ci sono circa 13 tonnellate d’acqua.

Apple, Samsung e gli smartphone subacquei

Esatto, il tuo smartphone, piccolo com’è “contiene” una quantità inverosimile di acqua, tanto che la metà basterebbe per risolvere certe piccole grandi emergenze. Ora, prima che tu sprema il tuo iPhone o tolga la batteria in cerca di liquidi manco fossi un rabdomante è meglio precisare la questione. Un rapporto di Friends of the Earth, la rete di organizzazioni ambientali di 74 Paesi del mondo, ha svelato quanto acqua serve per produrre i più comuni tra gli oggetti che tutti utilizziamo ogni giorno….

Ebbene, per costruire uno smartphone servono tredici tonnellate di acqua e diciotto metri quadri di suolo. L’impatto ambientale che i cellulari hanno nella loro realizzazione è altissimo. Pensate che una famiglia di quattro persone con uno smartphone a testa “grava” al pianeta per 60mila litri di acqua circa. Immaginate di moltiplicare questi numeri per la popolazione terrestre. A pesare maggiormente nella produzione degli smartphone, poi, non sarebbero neanche i materiali del telefono stesso ma quelli utilizzati per la creazione di scatole e imballaggi.

La ricerca di Friends of the Earth, però, non si limita soltanto ad analizzare quanta acqua “consuma” uno smartphone, ma punta il focus anche su tanti altri oggetti di uso quotidiano. Un semplice stivale in pelle, ad esempio, comporta l’utilizzo di 14 tonnellate di acqua e di 50 metri quadri di suolo. Una T-shirt vuole circa 5 tonnellate di acqua e una barretta di cioccolato una tonnellata e mezzo. Multinazionali, ci leggete?

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