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Smartphone e tablet: si naviga di più. Calano gli sms!

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L'avvento della tv stava soppiantando la Radio e così i Buggles, sul finire degli anni '70, si misero a strimpellare "Video Killed The Radio Stars". Una canzoncina di grande successo, che descrive un po' la stessa dinamica con cui, più di trent'anni dopo, internet mobile sta lentamente, ma inesorabilmente, sorpassando lo Short Message System, qugli Sms tanto amati, specie dalle nuove generazioni, ma che stanno cedendo il passo alle nuove tecnologie.

Le nuove frontiere aperte da smartphone e tablet, guarda il video

Insomma in possessori di Smartphone e tablet preferiscono comunicare attraverso internet (social network, ma anche apprezzate applicazioni come WhatsApp) piuttosto che con gli sms. A confermarlo è la relazione annuale dell'AgCom, nella quale si evince che nel 2011, per la prima volta, gli italiani hanno speso di più per la navigazione sul web da cellulare che per l'invio di messaggi: 2,41 miliardi (+17,7% sul 2010) contro 2,33 miliardi (+1,5%).

Il mercato delle telecomunicazioni ha avuto, in generale, un calo e "di conseguenza si registra una leggera riduzione del peso del settore rispetto alle principali grandezze macroeconomiche"

A pagare il conto più salato è proprio Telecom, che, scrive ancora Agcom "vede proseguire prosegue l'erosione della quota di mercato". Nel 2011, infatti, la fetta di torta spettante all'ex monopolista è stata del 47,4% contro il 48,6% del 2010.

A chi è andato l'1,2% perso da Telecom? La quota è equamente distribuita nei guadagni osservati per Vodafone e Wind (+0,7% ciascuno), mentre flessioni marginali sono registrate per Fastweb, H3g e Bt Italia. Telecom non sorride neanche rispetto a quanto osservato rispetto ai servizi a banda larga retail (52,6%), gli accessi alla rete fissa (66,7%) e i ricavi da servizi finali su rete commutata e a larga banda, esclusi i canoni di accesso (51,9%).

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