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Smartphone come mezzo di pagamento? Gli esperti: "Ci siamo"

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Il Pos applicato allo smartphone, in grado di affiancare e superare il contante come mezzo di pagamento. E' la sfida che si propone Alberto Adorini, amministratore delegato di Payleven.

Lo smartphone come Pos, ecco come fare con Jusp

Adorini ha brevettato un dispositivo che, applicato a qualsiasi smartphone, è in grado di trasformarsi in "Point Of Sale" e quindi divenire mezzo di pagamento. L'ad di Payleven è partito da un presuopposto.

Nel Belpaese esistono ben 2 milioni di esercizi che accettano esclusivamente contante per via delle ingenti commissioni legate ai pagamenti elettronici. "Con il nuovo apparecchio" spiega Adorini "i costi sono molto contenuti, ovvero il 2,95% su ogni operazione più 9 centesimi. L'obiettivo è quello di scendere fino al 2,75%, come in Germania".

Sulla stessa lunghezza d'onda si muove Paolo Guida di Jusp, altra casa italiana che ha sviluppato un pos da smartphone. "Il nostro obiettivo è quello di portare il Pos da cellulare in 300mila esercizi ed abbattere i costi del 50% rispetto ai tradizionali sistemi di pagamento".

Ma l'Italia è pronta a questa ventata di novità? Sia, gestore europeo dei pagamenti elettronici attraverso ben 63 milioni di carte gestite e 8,1 miliardi di transazioni annue, ha snocciolato le cifre di una propria indagine in cui il 19% degli italiani si dichiarano disposti ad usufruire del Pos da smartphone qual mezzo di pagamento. "Noi della Sia ci proponiamo come punto di raccordo tra vbanche ed operatori telefonici", spiega Nicola Cordone, vice direttore generale di Sia.

"L'obiettivo è quello di sviluppare una tecnologia in grado di utilizzare il dispositivo Nfc come carta di credito da Sim" una strada diversa, quella legata alla Nfc, rispetto alla scelta di Jusp e Payleven, ma ugualmente all'avanguardia.

"Fino a 25 euro l'Nfc non richiede Pin", dichiara ancora Adorini "oltre entrano in gioco i costi legati alle compagnie Tlc". Sulla tecnologia Nfc applicata ai pagamenti ci va cauto anche Paolo Guida: "Con l’Nfc c’è il rischio di interferenza sulle transazioni fino a 25 euro, oltre bisogna inserire il Pin, ma in questo caso il processo d'acquistosi allunga".

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