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Cellulari, il dramma del Giappone fa prevedere rincari sull’hi-tech

Cellulari, hi-tech, batterie, telefonia mobile: tutto in tilt in Giappone tranne una risorsa che si è rivelata decisiva: Internet. Se si pensa che la gestione della comunicazione, nelle ore centrali del disastro, è stata possibile grazie a Twitter, potete avere un’idea di cosa significhi il web nel nostro tempo. Quello che è preoccupante è che la zona più colpita, a 300 km a nord di Tokio, è anche quella dove c’è una grande produzione tecnologica: pensate che la Sony ha perso una delle sue fabbriche più efficienti e produttive.

Le batterie per cellulari, smartphone e tablet, la parte ‘core’ della fabbrica bloccata di Sony, dovrebbero subire una grave battuta d’arresto perché le linee non potranno partire prima di qualche settimana( la zona della fabbrica è a pochi km dalla centrale nucleare in pericolo fusione). E dopo la battuta d’arresto un significativo aumento dei prezzi. Lo stesso dicasi anche per i pannelli lcd, altro prodotto di punta dell’hi-tech nipponico: qui però l’impatto sarebbe più leggero e quindi anche meno decisivo per il rincaro dei prezzi.

Le stime parlano di meno otto dieci milioni di batterie per cellulari immessi sul mercato. Forse, in un momento così critico, è davvero l’ultimo dei problemi. Ma è certo che il Giappone subirà una grave scossa economica e produttiva da questo terribile disastro.

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