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Cellulari e telefonia, dove finisce il low cost

Nel mondo dei cellulari e della telefonia mobile, esistono oggi più dimensioni. E se questo ha tutta l’aria d’essere un valore aggiunto ai tempi della globalizzazione, dipende da cosa si intende per diversità di mercati. Case produttrici di cellulari come Nokia o Samsung, infatti, stanno lanciando una strategia che fino ad oggi si è rivelata ottima: produrre linee di cellulari di stampo tecnologico vecchio ma con quel tanto che basta per avere l’impressione di un prodotto completo per poi rivenderli in mercati del cosiddetto ‘secondo mondo’ ossia India, Estremo Oriente, Cina.

Oggi i cellulari più moderni sono diventati degli smartphone ‘tuttofare’. Si socializza, si paga e si lavora con il proprio smartphone: i mercati dove questa realtà sta avendo successo sono Europa e Stati Uniti, dove esiste anche un target che, in qualche modo, ha quel tipo di esigenze: liberi professionisti, impiegati, venditori, sempre più in movimento, sempre meno in ufficio.

Così i cellulari della linea cosiddetta ‘low cost’ rischierebbero l’invenduto in questi paesi. Ma in zone più povere, dove magari la tecnologia, se è al passo con la modernità, è davvero inavvicinabile per le persone comuni, possono, invece avere un mercato. Un esempio? Nokia, tra le case produttrici più attente a questo tipo di discorso, ha creato da poco il Nokia X1- 00, un cellulare molto semplice, dual band GSM, radio Fm e player Mp3. Al prezzo di trenta euro circa promette di sfondare in Cina e in India. E ci scommette che farà davvero ‘furore’?

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