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Apple, iPad Mini e iPhone 5 convincono poco: azioni in calo

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E certo che deve vivere proprio un momento contrastante Tim Cook. Da un lato le riviste specializzate lo elevano ad uno dei Ceo più influenti al mondo, dall'altro la finanza non premia la sua Apple, il cui titolo è precipitato facendo preoccupare gli esperti di Wall Street.

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E pensare che solo qualche giorno fa la classifica Fierce Wireless, ha premiato concedendo a Cook il gradino più alto del podio nella graduatoria fra i capitani di industria Wireless.

Cook ha preceduto non certo gli ultimi arrivati. Dietro di lui sono giunti Larry Page di Google e i Ceo di alcune delle principali case produttrici di device mobili, fra questi Jeff Bezos di Amazon, che si è dovuto accontentare del 7° posto e J.K. Shin, responsabile della divisione Samsung Mobile Communications, un gradino più in basso.

Questa la motivazione con cui Cook è stato inserito al primo posto: "Il potere di Cook si è generato grazie alla strepitosa reputazione di iPhone e iPad e alla fidelizzazione della clientela, grazie ad una attenzione tutta particolare nei confronti delle esigenze degli utenti Apple".

Insomma, un bel biglietto da visita. Peccato che tutto questo non stia convincendo i mercati. Dal 21 settembre scorso, infatti, le azioni della Apple stanno subendo un vorticoso calo che le ha portate a precipitare, circa due mesi dopo, a quota 546 dollari, una enormità, certo, ma comunque molto meno dei 700 dollari fatti segnare solo poche settimane fa.

154 dollari a titolo bruciati in un lasso di tempo molto breve. Come si spiega un andamento negativo così raro dalle parti di Cupertino? Gli esperti di Wall Street puntano l'indice contro il quasi nullo grado di innovazione che Apple ha dato ai suoi prodotti antro tutto l'arco del 2012. iPad di terza e quarta generazione, l'iPhone 5, l'iPad Mini sono copie, certo più strutturate, di un prodotto già visto, lontane parenti della "next big thing" tanto cara al compianto Jobs.

Tutto questo ha finito per generare una perdita del vantaggio accumulato nei confronti di una concorrenza spietata, brava, d'altro canto, a rosicchiare terreno nei confrotni della casa californiana. Ma Cook, secondo gli esperti, avrebbe prodotto sfiducia nei mercati anche con il rimpasto dei vertici aziendali. Saprà portare fuori l'azienda da questa mini-crisi? Ci si aspetta un colpo di genio alla Steve Jobs.

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