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Angry Birds, Facebook, Gmaps, YouTube: ecco come le app ci spiano

Sembra proprio che non si possa più nemmeno giocare tranquilli ad Angry Birds, mettere un “Mi Piace” a un post di Facebook, cercare un luogo su Gmaps o guardare un video su YouTube senza essere controllati. Il datagate, infatti, è approdato anche sui dispositivi mobili, ma di che cosa stiamo parlando?

Dalle ultime indagini e rivelazioni sembrerebbe proprio che gli americani della NSA (National Security Agency), insieme agli inglesi del Gchq stessero, sin dal 2007, spiando gli utenti di numerose applicazioni, quelle più famose e maggiormente scaricate tra cui, Google Maps, Facebook, YouTube e persino Angry Birds, per ottenere contatti, localizzazioni e preferenze. Un Grande Fratello, insomma, in grado di spiare un numero così vasto di persone (secondo le ultime stime, solo il gioco dei pennuti arrabbiati avrebbe ottenuto, sin ora, 1,7 miliardi di download, 1,7 miliardi di possibili “sonde”pronte a spiarci) di cui, a detta della stessa azienda, nemmeno Rovio sarebbe stata consapevole.

A seguito di queste dichiarazioni, che stanno facendo il giro del web (e non solo), preoccupando non pochi utenti, l'app di Angry Birds ha ricevuto un pesante attacco da parte di hacker il cui tentativo è stato, appunto, quello di rubare i dati sensibili. Si è trattata di una breve violazione del sito, di qualche minuto, subito bloccata dall'azienda, che non ha raggiunto il suo scopo.

E che cosa hanno intenzione di fare Rovio e le altre società coinvolte? L'azienda finlandese ha dichiarato di voler cambiare sistema di pubblicità per il suo Angry Birds, mezzo attraverso cui si sarebbe riusciti a entrare e ottenere alcuni metadati che, uniti a quelli ottenuti con altre app, sono riusciti a creare dei veri e propri profili. Ma resta, comunque, un fatto che lascia giocatori e utenti di popoalrissime app com GMaps, Facebook o YouTube molto preoccupati.

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